Prima Pescara

Il Palazzo di Città

« HÆC EST CIVITAS ATERNI PORTA APRUTII ET SERA REGNI. »
« Questa è la città di Aterno, porta degli Abruzzi e confine del Regno. »

In questo articolo vi accompagneremo alla scoperta dello stabile del Comune di Pescara. In un prossimo articolo invece entreremo anche all’interno, alla scoperta delle sale riservate.

Lo stabile rappresenta in pieno lo stile Liberty che caratterizzò molti palazzi del Governo e ville private degli anni ’30. Anni di pieno sviluppo e rinascita della città, dopo la fusione dei due borghi di Pescara e Castellamare tra la fine del 1926 e l’istituzione della Provincia di Pescara nel 1927. Il progetto fu ideato e disegnato dall’Architetto Vincenzo Pilotti (architetto di Ascoli Piceno) nell’agosto del 1933 (su foglio cm63 X 79 su carta a tempera) che viene ancora conservato all’interno del Comune.

IIMG_20140113_122835 lavori di realizzazione furono eseguiti dal 1932 al 1935, costruendo il Palazzo di città nei pressi della foce del fiume Pescara, sulla riva sinistra. La pianta è a forma di elle e presenta, nel punto di giunzione dei due corpi, la torre campanaria su cui è inserito, sui quattro lati, un  orologio. L’apice è sormontato da una loggia ad archi che contiene il caratteristico impianto campanario.

E’ rivestito di pietra bianca e mattoni rossi che donano un colpo d’occhio elegante, soprattutto grazie al contrasto deitorre orologio colori.

Il palazzo si affaccia su Piazza Italia, anche se la zona pedonale, antistante l’entrata, è dedicata a Vincenzo Chiola, ex Primo cittadino della città degli anni ’50, come ci ricorda una targa apposta sull’entrata.

Due gli ingressi preceduti da caratteristiche e suggestive scalinate. Il primo, sul lato interno della elle, con funzione di ingresso principale. Presenta un ampio scalone con solida porta in legno a due ante. Numerose targhe commemorative sono state apposte su questa parte interna.

Il secondo, sul lato esterno della elle, sul lato meno trafficato, quello lato del fiume, ancheper la posizione rispetto allo stabile è secondario ma non meno affascinante. Mentre il primo ingresso è sormontato dalla scritta in pietra “Palazzo di città”, il secondo è sormontato dalla scritta su marmo “”Ave dulce vatis flumen / Ave vetus urbis numen”, un saluto al fiume caro al poeta scritta fuoriD’Annunzio e all’antica divinità pagana che protegge la città. Il distico fu dettato nel 1927 dal primo presidente della Provincia di Pescara, Domenico Tinozzi.

Il corpo lato mare è decorato con statue, tre per lato, inserite in apposite nicchie in marmo. Nella parte dal lato di Piazza Italia ci sono rappresentazioni di donna, mentre nella parte esposta verso il fiume ce ne sono di uomini. Queste statue aumentano il contrasto cromatico ammorbidendo la monotonia del mattone rosso.

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fonderia

La torre civica manifesta al culmine un loggione ad archi sotto dei quali si trovano le campane . Al piano terra della torre, a cui si accede dal tetto dei corpi esterni, si trova anche il meccanismo di regolazione dell’orologio. Ormai sostituito il vecchio obsoleto ma sempre affascinante meccanismo con una scatoletta di 20cm per lato.

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Sul corpo della torre civica sono presenti delle scritte commemorative. Dal lato monti si può leggere “Alla rivoluzione dei mille, Clemente De Cesaris, prodittatore il XVI sett MDCCCLX consegnò la fortezza di despotismo rese alla luce i languenti martiri sgombrò il percorso dell’unità italiana”. Mentre sul lato fiume si può leggere “Movendo incontro alla gloria garibaldina Vitt Eman II° il XVI ott MDCCCLX dagli spalti della fortezza vaticinò le sorti della Pescara ventura. Oh che bel sito per una grande città”.

vista totale

 

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L

 

 

3 Thoughts on “Il Palazzo di Città

  1. Giacomo on 28 agosto 2016 at 18:23 said:

    Nessuno si ricorda delle famose “scalette” che permettevano di raggiungere via del Santuario dalla via Leonardo Da Vinci, sonno anni che cerco una foto ………

  2. Laura Mucci on 4 agosto 2018 at 10:39 said:

    Stile liberty? Non conosco gli interni, ma non ravviso alcun elemento liberty nel Palazzo. Mi sembra una tipica architettura razionalista, di chiara impronta fascista. I tempi sono quelli

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