Prima Pescara

Castellammare Adriatico e la Società italiana di Salvamento (di Nicola Monti)

Cosa c’entra la Società italiana di salvamento (SIS) con Castellammare Adriatico? Tutto e niente. Però un legame c’è.

Cercando in rete ho trovato un articolo che cita il legame tra la nostra città e la storia dei bagnini.

Il nuoto per salvamento è conosciuto da tutti. Sin dai primi dell’ottocento, in Europa, nacquero le prime tecniche di salvamento organizzato, riprendendo quelle già in uso in America e Australia.
È comunque vero che nel trattato di Oronzio De Bernardi L’uomo galleggiante, o sia l’arte ragionata del nuoto, pubblicato nel 1794 a Napoli a spese del re Ferdinando IV si possono trovare le radici del nuoto per salvamento.

La prima associazione italiana nacque in Liguria nel 1871 con il nome di Società ligure di salvamento ma non esisteva ancora un coordinamento nazionale di queste associazioni.
La costituzione, in Italia, di un’Associazione nazionale si deve ad Arturo Passerini, un ufficiale del porto di Ancona.

Nell’estate del 1898 sulla spiaggia di Castellammare Adriatico, morì un bagnante per annegamento.

Durante il soccorso del bagnante di Castellammare Adriatico si manifestarono sia l’imperizia in acqua dei soccorritori sia la lentezza nel rianimare la vittima. Era la dimostrazione di quanto fosse necessario e urgente diffondere il nuoto per salvamento divulgando le tecniche di salvataggio e di rianimazione di primo soccorso.

Il doloroso fatto di cronaca scosse l’opinione pubblica e diede al Passerini la possibilità di promuovere alcune iniziative per fondare nel 1899 la Società italiana di salvamento (SIS) Natatorium.

Il Passerini coinvolse le due sole società esistenti in Italia, la Società ligure di salvamento e la Società italiana di soccorso ai naufraghi.

Successivamente si unirono al progetto anche la FIRN (Federazione italiana Rari Nantes), costituita nel 1900, e la Federazione italiana ginnastica.

La SIS nacque e crebbe velocemente, aprendo nuove sezioni nelle Marche, in Sicilia e in Campania, poi a Torino, Milano, Roma, Viareggio, Castellammare di Stabia, Bari e Pizzo Calabro.

Si realizzarono corsi per la promozione e la divulgazione del salvamento, con competizioni e saggi di abilità natatoria, di salvamento e di primo soccorso agli asfittici.

Il programma di istruzione della SIS fu inoltre adottato dalle forze armate.

Insomma l’evento luttuoso della nostra spiaggia diede il via a una vera e propria rivoluzione nazionale.

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