Prima Pescara

Portolano del Mare Adriatico del 1845 (di Nicola Monti)

portolanoGiacomo Marieni fu Tenente Colonnello, Direttore della triangolazione e dell’ufficio dei calcoli nell’Istituto Geografico Militare, Socio corrispondente dell’Ateneo di scienze, lettere ed arti di Bergamo. Fu il compilatore della seconda edizione del Portolano dell’Adriatico.

Il portolano è un utile strumento dei naviganti. Serve per avere le informazioni necessarie ad approcciarsi ad un approdo o ad orientarsi lungo la costa.

Durante una fortunata ricerca mi è capitato di trovare una copia di quello del 1845, redatto da Giacomo Marieni e compilato sotto la direzione dell’I.R. Istituto Geografico Militare.

… Il fiume Tronto, discosto 47 miglia da Ancona, serve di confine tra lo Stato del Papa e il regno di Napoli …

Varcato il Tronto, seguono le province napoletane degli Abruzzi, dove la costa si conserva ancora bassa e sabbiosa, ma ha l’aspetto meno gradevole di quella che la precede. I luoghi abitati vi sono meno frequenti e vicino alla marina e nei poggi circostanti.  … Ma la coltivazione vi è negletta, e vi ha di quantdo in quando de’ terreni ignudi e paludosi. Prima di Pescara, una fortezza sette miglia oltre Silvi verso Scirocco 6° Ostro, i poggi sono però di nuovo ben coltivati e ameni, comechè il piano angusto sottoposto presso la spiaggia al di qua e al di là della fortezza medesima sia sabbionoso e coperto di pini. … Ma fra gli ancoraggi di tutta questa costa i navigli di lungo corso devono preferire quelli di Pescara, del Vasto o della Punta Penna, del Travo di Petagnada, di Termoli del Fortore e della Marina fra Rodi e Peschici, e il primo a tutti gli altri, senza però trascurare le cautele accennate di sopra, quando non convenisse di sciogliere le vele al levarsi de’ venti medesimi.

Ancoraggio di Pescara.

Il sito per calar le ancore di rimpetto a Pescara rimane sei quarti di miglia a Greco 1/4 Levante della foce del fiume, dove lo scandaglio discende da 50 a 60 piedi. Traendo venti da terra i navigli vi sono perfettamente sicuri; e rispetto alla tenacità del fondo, usando buoni cavi, possono resistervi ancora all’impeto de’ venti boreali. Chi viene da lungi deve ridursi in posizione di poter drizzare la prora tra il Gran Sasso d’Italia e il Monter Majella, dei quali abbiamo parlato di sopra, sino a che scorgano la fortezza di Pescara, che essendo bassa non si vede che a poca distanza. …

Porto, fortezza e fiume di Pescara.

La fortezza di Pescara ha il suo porto consistente nel canale che l’attraversa, e per cui mette in mare il fiume del medesimo nome. Esso corre da Ponente-Libeccio a Ceco-Levante, ed è capace di forse 30 navigli che non cerchino più di sei piedi d’acqua, i quali legatisi alle colonnette di legno poste nelle rive sono al sicuro da ogni intemperie; e perciòè il miglore asilo degli Abruzzi. Tuttavia per entrarvi, essendo la sua foce sottoposta a cangiamenti, è necessario tener lo scandaglio alla mano. Addentro il fondo è fangoso. Si riconosce per ciò che s’è detto parlando dell’ancoraggio rispettivo, che è quivi di contro. A Pescara le acque di cisterne scarseggiano, e quelle di fiume sono insalubri a bersi, ma però non vi mancanoalcuni sussidj alla marineria; e vicino alla spiaggia si costruiscono ancora barche da pesca. Vi fa capo la strada maestra che viene da Napoli passando per Sulmona, Popoli e Chieti. Il porto siccome il più sicuro degli Abruzzi, così è anche frequentato dai navigli del piccolo cabotaggio. Onde poi di là si spediscono per tutto l’Adriatico le derrate del paese e vi si recano bastimenti carichi di ogni sorta di generi. Il fiume Pescara, l’Aternus degli antichi, ha la sua origine nei monti che circondanola città dell’Aquila, dai quali discende correndo verso scirocco. Indi segue le falde del Gran sasso d’Italia, e poche miglia prima di giungere alla piccola città di Popoli piega a Greco. Continua poscia in questa direzione, e ingrossato dalle acque di altri fiumi minori lascia la città di Chieti, capo dell’Abruzzo citeriore, a destra, e sette miglia più oltre traversa la fortezza del suo nome, come s’è detto. …

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