Prima Pescara

Dall’archivio di Francesco Santuccione la storia di Scarlatti. Il pilota.

GIORGIO SCARLATTI – 2 Ottobre 1921- 20 Luglio 1990

Curriculum Sportivo

Nel 1950 l’automobilismo sportivo ha registrato un salto di qualità. E’ entrato in vigore il Campionato Mondiale Conduttori, aperto a vetture con due tipi di motorizzazione: fino a 1500cc. se con sovralimentazione, fino a 4500cc. se ad alimentazione atmosferica. Quell’inizio era articolato su sette Gran Premi: Gran Bretagna a Silverstone, Monaco sul circuito cittadino di Montecarlo, Indianapolis sul velocissimo catino dell’Indiana, Svizzera sul Bremgartner, Belgio a Spa-Francorchamps, Francia a Reims, Italia a Monza. Parteciparono cinque Costruttori: Alfa Romeo con le “158 Alfetta”, Ferrari con le “375” di quattro litri e mezzo, Maserati con le “4CLT” di un litro e mezzo, “Talbot” con le quattro litri e mezzo schierate dal preparatore Lago, “Gordini” litro e mezzo. In campo scesero 21 piloti, i migliori di quegli anni: Alberto Ascari, Juan Manuel Fangio, Giuseppe Farina, Luigi Fagioli, Raymond Sommer, Gigi Villoresi, Dorino Serafini, Peter Whitehead, Louis Chriron, Emanuel de Graffenried, Bira principe del Siam, Reginald Parnell, Froilan Gonzales, Maurice Trintignant, Robert Manzon, Louis Rosier, Yves Giraud-Cabantous, Robert Simon Campione del mondo, primo di una lunga serie che continua ancora, si laureò il torinese Giuseppe Farina con la “158” Alfetta di Alfa Romeo.

  Giorgio Scarlatti in quegli anni correva con la Maserati A6GCS, una “barchetta” Sport di due litri che in quegli anni andava per la maggiore. Con la marca del tridente partecipava soprattutto a gare titolate di velocità in salita, delle quali ben presto era diventato uno dei big. Si gareggiava su distanze di chilometraggio non eccedenti i 15 chilometri, lungo strade per lo più prese in prestito dall’utenza normale, quasi mai in condizioni ottimali quanto a condizione dei fondi stradali, di carreggiata non molto ampia, fitte di curve e controcurve. Se la doveva vedere con i grossi calibri della specialità. Che si chiamavano Luigi Musso, Lodovico Scarfiotti e Giulio Cabianca mentre Mauro Nesti andava facendosi cronoscalatore di lungo corso e vasto vittoriale con l’iniziale Abarth 1000 TC. Non è che nella Sport 2000 il pilota laziale abbia avuto vita facile. Quali percorsi Giorgio Scarlatti abbia seguito, quali vie il pilota abbia battuto per compiere il grande balzo che nel 1956 lo portò dal sediolo del due litri Sport Maserati A6GCS al più impegnativo posto di guida di una monoposto Ferrari 500 di Formula 1, avendo da vedersela con piloti fra i più prestigiosi del mondo, è difficile ricostruire.

  Il salto di qualità, oltre che di potenze, fu notevole, costruito sulle lunghe distanze dei percorsi stradali, su per erte salite e giù per vertiginose discese dei tracciati più impervi Il periodo si identificava con le classiche stradali, quelle che richiedevano grande impegno e resistenza a piloti e macchine: Si chiamavano Mille Miglia, Targa Florio, Circuito stradale del Mugello, Nurburgring: quanto di più ostico, cioè, il calendario mondiale potesse proporre.

  Anche in questo contesto, il più prestigioso della F1, Giorgio Scarlatti ebbe a vedersela con molossi della pista quali Juan Manuel Fangio, Stirling Moss,Jack Brabham, Peter Collins, Mike Hawthorn, Luigi Musso. Per i primi due anni aveva dovuto confrontarsi con i piloti delle squadre ufficiali di Ferrari, Maserati e Cooper-Climax, poi era scivolato con formazioni di secondo piano come Cooper-Maserati e De Tomaso-Alfa Romeo.

  In ambito F1 Giorgio Scarlatti ha raccolto poco, costantemente penalizzato dalla meccanica di vetture schierate da team di seconda fascia e perciò scarsamente competitive rispetto ai mezzi tecnici ed operativi delle formazioni ufficiali. La sua vittoria, in coppia con Lorenzo Bandini, nella 4 Ore di Pescara del 1961 su una “barchetta” Ferrari schierata dalla Scuderia Centro Sud di Mimmo Dei, interrompeva un ciclo tutto basato sulle monoposto di F.1, il massimo per ogni pilota professionista. Al tirare delle somme sulla attività svolta in F1, la sua presenza si sostanzia in sette anni di partecipazioni, dodici Gran Premi disputati, con 1 punto mondiale conquistato nel 1957.

  Giorgio Scarlatti è mancato a 69 anni, quando ormai aveva smesso la frequentazione attiva dei campi di gara. In F1 è passato nel 1956, dove è restato fino al 1961 prendendo parte a 12 Gran Premi mondiali, Suo migliore risultato, il sesto posto nel XXV G.P. Pescara, nel 1957, che gli ha conferito 1 punto nella classifica del mondiale Conduttori 1957. Ha ottenuto poco, Giorgio Scarlatti, in termini assoluti, ma il risultato è qualificante per il contesto di campioni nel quale è stato affermato.

                                                                   Francesco Santuccione

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