Prima Pescara

Il Circolo canottieri “La Pescara”

Nicola Monti di Nicola Monti

Ringraziamo il Presidente del circolo canottieri "La Pescara" signor Luca Nicolaj per le informazioni e la documentazione messaci a disposizione per la redazione di questo articolo.

Nello scrivere questo articolo ho avuto la possibilità di conoscere chi pratica il canottaggio e di leggere i racconti e le sensazioni di chi lo ha praticato in altri tempi. Da tutti traspare il forte legame, spirito di profonda amicizia e di solidarietà che li lega tra loro. Ne sono sato ampiamente moralmente appagato.

Tradizioni, valori, senso di lealtà, spirito di sacrificio. Questo è il canottaggio. Questo si incarna ancora oggi nello spirito di chi pratica questo sport. Sport duro e affascinante che non permette finzioni, palestra di vita per giovani menti dal corpo da plasmare ad affrontare le avversità della moderna vita quotidiana.logo canottieri

Gilberto Ferri, storico estimatore di questa disciplina, raccontava di come al compimento dei quindici anni la famiglia fosse preoccupata per lo scarso sviluppo toracico. Fu grazie all’avvicinamento al canottaggio che le sue prestazioni fisiche migliorarono ma ne fu migliorato anche il carattere abituandolo a raggiungere i traguardi, ad avere senso di responsabilità nei confronti dell’armo e della vita.

arranca sottoIl 1 agosto del 1924 con il Presidente Ferdinando Coen iniziò l’avventura del circolo canottieri “La Pescara”, attività che dura ancora ai giorni nostri.

La storica società ha compiuto nel 2014 ben 90 anni di attività. E' forte il legame con la città e con la sua storia. Era il 1924 quando il comitato fondatore decise di costituire il Circolo in una palazzina poco più a valle di quella attuale. Nel 1926 vi fu anche l'adesione di Gabriele D'Annunzio che coniò il prezioso motto dei canottieri "Arranca sotto".

Da quel giorno il palmarès del circolo si è riempito di trofei e di successi.

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Vale sicuramente la pena di ricordare i nomi del comitatore fondatore del 1924.

Comitato fondatore.

statutoBucco Cesare, Coen Fernando, Coen Umberto, Contratti Guglielmo, D'Anchino Pasqualino, D'Annunzio Francesco, D'Annunzio Gustavo, Farina Francesco, La Galla Ettore, Michetti Camillo, Michetti Visconte, Patucca Enrico, Pesce Vincenzo, Scassa Giuseppe, Scurti Ugo, Seccia Italo, Seccia Nevio, Tornar Mario.

Anche la storia dell'edificio che ospita il Circolo canottieri è degna di essere raccontata. Non se ne conosce il progettista e molti documenti sono andati dispersi nelle varie alluvioni che hanno colpito la palazzina.

Attualmente il Circolo è ospitato in uno stabile di cui, purtroppo, si fa fatica ad immaginare il reale progetto. Ma non dimentichiamo che anche questo rappresenta un punto di eccellenza della nostra città.

La sede

primo circoloL’originaria sede della Canottieri “La Pescara”, era posta più a valle, sempre sulla golena nord del fiume. Era un edificio di due piani con una grande terrazza. Nella seconda metà degli anni trenta, si costruì la sede storica che vediamo ancora oggi, con un progetto che, possiamo ben dire, fu precursore di un’edilizia sportiva di grande efficacia . Il progetto originale ricalcava lo stile e le forme di un’imbarcazione, ancora oggi se ne possono ammirare gli oblò. la pescarinaParticolarissima era la funzionalità sportiva dell’edificio. Era posizionato su pilastri, tipo palafitta, per evitare i danni delle esondazioni del fiume, nel piano superiore c’erano servizi e rimessa. Nel lato che guarda verso il mare, era stata realizzata una rampa per trasportare le imbarcazioni sul terreno e poi direttamente al fiume, (infatti non c’era la strada, come ben si vede su alcune foto d’epoca). Al di sopra di questo piano c’erano due ampie terrazze con una torretta, il tutto ricordava il ponte principale di una nave con tuga centrale. Successivamente negli anni sessanta e settanta furono realizzati degli interventi in muratura di chiusura del piano terreno (assoggettandolo così alle alluvioni) e di chiusura delle terrazze (oggi c’è un ristorante). Sul lato verso il fiume si realizzò poi un manufatto verandato con bar e piscina (oggi interrata). Il tutto travisando il progetto iniziale che per originalità e funzionalità fu un esempio da riproporre anche in altre sedi. Proprio questa funzionalità dello stabile asservito esclusivamente allo sport, già negli anni 30, deve indurre a riflettere sul valore idealistico che l’Associazione rappresentava. Ricordiamo dunque che quella in cui insiste lo stabile è stata la zona di collegamento tra le due sponde, vi si ricordano il ponte in pietra, il ponte di barche o il ponte in ferro. Proprio ufficiodel concetto di collegamento mi piace evidenziare il primato del circolo canottieri, già dal 1924 lo sport univa le due sponde di Pescara e Castellammare allora divise. Infatti lo sport, ancor prima della politica o dell’economia fu ed è fonte inequivocabile di condivisione e unione sana di persone.

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