Prima Pescara

Il colle del telegrafo

Durante le nostre continue ricerche ci siamo imbattuti in alcune notizie sull’area del colle dl telegrafo. Abbiamo allora contattato il noto storico pescarese Giovanni Guido che ci ha esposto la sua teoria. Quello che segue è il sunto della lunga intervista.
D. – Signor Guido, so che la sua passione è la ricerca storica. Parliamo allora del Colle del Telegrafo.
R. – Si, in effetti è uno degli argomenti che mi hanno incuriosito molto.

D.- Sembra che il Colle del Telegrafo possa diventare un parco archeologico;

R.- A prescindere dai ritrovamenti di presenza umana, che sono assolutamente normali anche in zone popolate per periodi relativamente brevi, non sembra siano emersi segni sicuri ed evidenti di insediamenti stabili e di lunga durata su quel colle.

D.- Ci spieghi meglio.

R.– Nella Biblioteca Nazionale di Parigi è custodita una particolareggiata relazione di Carlo Gambacorta, Marchese di Celenza, su incarico del Viceré, circa le torri e le fortificazioni costiere del Regno di Napoli in funzioni antisaracene esistenti alla fine del 1500.

Il Marchese, nell’ottobre del 1598 portò a termine la sua ricognizione ed espose con estrema precisione ogni costruzione o rudere che scrupolosamente cercò e visitò, ne riprodusse le strutture con disegni precisi e particolareggiati e ne indicò le possibilità di eventuali recuperi.

Il documento fu inviato a Enrique de Guzmán y Ribera (Madrid 1540 – Madrid 1607) fu il secondo conte di Olivares e viceré di Napoli dal 1595 al 1599.

Sulle coste abruzzesi, il Marchese descrisse e disegnò varie costruzioni rivierasche, alcune in ruderi oggi non più visibili, altre, considerato il tempo trascorso, ancora in buono stato ed esistenti.

A Pescara realizzò una nuova mappa in scala della grande Fortezza essendo andati perduti i progetti originari, e risalendo la costa rilevò il rudere della Torre un tempo esistente alla foce del Saline a Montesilvano e poi man mano le altre a cominciare dalla Torre di Cerrano.

Circa il Colle del Telegrafo non citò alcuna fortificazione o comunque presenze di edifici e nemmeno di ruderi sia pure molto antichi risalenti ai Romani che pure edificavano simili difese in alcuni luoghi.

Se ne deduce pertanto che già nel 1598 il Colle appariva spoglio, di conseguenza sarebbe vano cercare le fondamenta di ipotetiche costruzioni di cui la storia non riporta traccia o comunque troppo irrilevanti per realizzare oggi un “Parco Archeologico”.

Di seguito riportiamo un estratto della relaziome del Gambacorta in cui descrive la Torre Salina Maggiore, probabilmente situata alla foce del fiume Saline e da cui si evince la meticolosità del suo lavoro.

Relazione del marchese di Celenza Carlo Gambacorta, 1598torre

“questa nona Torre quadrata detta Salina Maggiore in territorio di Civita Sant’Angelo sta giusto al fiume di detto nome, e distante dalla Torre del Foro miglia undici verso Puglia e verso Abruzzo dalla Torre di Cerrano miglia cinque. È aperta tutta di modo ch’è necessario farvi l’altra Torre quaranta canne lontano d’essa, et altre quaranta dalla marina, acciò ci fabrichi in luoco firmo; guarda solamente detto fiume. Ha corrispondenza con la retta Torre del Foro, e con la della Mucchia verso Puglia, e verso Abruzzo con la torre di Cerrano: Vi è un pezzo di ferro di scavallato che guarda a detto fiume, et un masco per dar segno. Come torre già distrutta non si pone la facciata di mare, ma solamente la pianta è misura della grandezza, che … s’ha da costruire”.

 

 FAGLIA V., Visita alle torri costiere nelle province d’Abruzzo,  Roma, 1977, p. 49.

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