Prima Pescara

I ponti sulla Pescara di Giovanni Guido.

giovanni guidodi Giovanni Guido

“” …..un vecchio ponte di legname cavalca il fiume su grossi battelli tutti incatramati e incatenati e trattenuti da ormeggi. I canapi e le gòmene s’intrecciano nell’aria artifiziosamente, scendendo dalle antenne alte dell’argine ai parapetti bassissimi; e dànno imagine di un qualche barbarico attrezzo ossidionale. Le tavole mal connesse scricchiolano al peso dei carri. Al passaggio delle schiere militari tutta la mostruosa macchina acquatica oscilla e balza da un capo all’altro e risuona come un tamburo....””

 

Così Gabriele d’Annunzio, Pescarese innanzitutto, descriveva il ponte di barche nell’episodio La guerra del ponte, da Le Ponte-di-barche--1-2-c5436Novelle della Pescara.

Fino al 1893 era quello descritto da d’Annunzio il collegamento tra le due parti della grande Fortezza carolingia, tra la Piazza e San Ciatte’  e la Rampigna e il limitrofo territorio castellamarese attraverso la Porta Sale detta anche Porta dei Cappuccini della Fortezza.  La costruzione era retta su sette battelli, era opera di Mammarella, un cittadino pescarese, che però non riusciva a stare nelle spese di manutenzione col  modesto pedaggio che chiedeva e nel 1877 lo cedette all’Amministrazione Provinciale di Chieti per 25000 lire. Ma nel tempo la Provincia, che è la fonte di queste notizie,  si rese conto che il progredire dei commerci  e delle industrie delle due rive della Pescara imponevano un collegamento più adeguato e  il 6 ottobre 1890 stipulò un contratto per la costruzione di un ponte di ferro con una grande impresa di Napoli diretta dall’ing. Paolo Boubè che è stato uno dei primi specialisti di costruzioni metalliche.

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Il nuovo ponte metallico, saltando la descrizione delle notevoli caratteristiche tecniche, fu inaugurato il 27 aprile 1893. Esso fu collocato allo stesso posto dove poi nacquero il famoso Ponte Littorio e l’attuale Ponte Risorgimento, avendo anche funzione di collegare il Nord e il Sud d’Italia attraverso la strada litoranea adriatica classificata prima come Nazionale n.° 69 e poi e tuttora Statale n° 16.

Verso la fine degli Anni ’20, i preposti Organi governativi, nei loro rilevamenti periodici, considerarono che il ponte sulla Pescara occupava il quarto posto in tutta Italia circa l’intensità del traffico con media giornaliera di 2207 veicoli e di 1600 biciclette, limite superato da tre soli nodi siti a Napoli, a Genova e a Como.

Ma già dal 1925 il Genio civile di Chieti, altra fonte di queste notizie , nel piano regolatore per la sistemazione del fiume, previde una spesa di 5 milioni per un nuovo ponte in muratura stimando che quello di ferro non era più sufficiente.

Quando il R. D. 2 gennaio 1927 all’art. 1 eresse Pescara  a capoluogo di una nuova provincia e al successivo art. 4 ripristinò il Ponte di ferro 1893 - 1933suo territorio comunale ante 1806 con la tanto attesa riunione del territorio castellamarese, fu deciso anche un muovo piano regolatore che prevedeva, tra le tante cose, il punto principale e urgente della sostituzione del ponte metallico con altro in muratura e molto più adeguato alle nuove esigenze sia del territorio che si prevedeva in progressivo sviluppo, che delle funzioni di cerniera tra IL Nord e il Sud d’Italia

Furono quelle le basi decisionali dell’edificazione del magnifico Ponte Littorio.

Il Ponte Littorio.

Ponte Litttorio Pescara

Ponte Litttorio Pescara

Ricordando il famoso, bellissimo nostro Ponte Littorio, specialmente chi l'ha visto e vissuto, può ben dire, a prescindere da ogni ideologia, che in un tempo ormai antico le opere pubbliche erano veramente "Opere d'Arte", e anche le costruzioni di più pratico uso, infatti, avevano qualcosa di monumentale per durare non solo nell'uso ma nel rispetto delle generazioni future che l'avrebbero apprezzato e studiato....

Oggi, in genere,..., calma piatta....

Nel ponte era particolarmente importante la veste architettonica dell’opera ideata dall’architetto Cesare Bazzani chiaramente ispirata a carattere romano, unendo, però, l’armonia delle linee all’austerità.

ponte-littorio inaugurazioneEra largo 18 metri (12 di carreggiata), e lungo 106.
Una delle caratteristiche littorie erano le quattro grandi colonne che alla sommità recavano ciascuna un’aquila di bronzo opera dello scultore Ernesto Brozzi e alle basi recavano incisi ognuna un distice. Questi erano in lingua latina e furono dettati da Domenico Tinozzi, Preside della Provincia, medico e letterato:
PONS GEMINAS URBIS LICTORIUS ADLIGAT ORAS:
QUATTUOR HOC AQUILAE RITE TUENTUR OPUS.

STAT DUCIS HUIC POPULO PERGRATUM PIGNUS AMORIS
PERPETUUM ET FAUSTUM CORDIBUS AUSPICIUM.

URBS RENOVATA, DECUS GENTIS PORTUSQUE SABELLAE,
EXCUBAT AD NOSTRUM PERVIGILATQUE MARE.

HOC RESONAT FLUMEN LYMPHARUM MURMURE LENI
ALIGERI VATIS CARMINA PURA SUI.

Lo stesso professor Tinozzi fornì la seguente accurata traduzione dei suoi distici:

Le membra ormai delle città gemelle
unisce il ponte che Littorio ha nome,
quattro aquile ne son fiere custodi

S’erge pegno gratissimo d’amore
del magnanimo Duce al Popol nostro,
é fausto auspicio di concordia ai cuori.

Pescara che fu delle sabelliche
genti emporio ed onor, rinnovellata,
or è del nostro Mar vigile scolta.

Col lene mormorio delle sue onde
questo fiume ricanta i puri carmi
che ispirar seppe al suo Poeta Alato.

Il motivo della quattro colonne, che avevano anche il compito di dare slancio alla struttura non troppo elevata rispetto al fiume, fu completato con i parapetti pieni e con due balconi centrali transennati in bronzo. Ai loro fianchi, quattro in tutto, erano dei basamenti sui quali nel 1935 furono collocate quattro grandi statue muliebri in bronzo, allegorie delle quattro fonti principali a cui l’Abruzzo attinge le sue attività, cioè il Monte, il Mare, il Fiume e il fertile Piano.
Le statue furono realizzate dall’insigne scultore abruzzese Nicola D’Antino.

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Al link di seguito potrete ammirare uno stupendo filmato dell'istituto Luce:

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