Prima Pescara

Recensione de “LE ALI DELLA CREATIVITA'” di PAOLO SMOGLICA (Rubbettino Editore)

di Federico Orletti

Le ali della creatività

Levis Ponderis Aurum. “L’oro dal lieve peso” è la metafora dannunziana che meglio descrive l’oggetto della narrazione dell’ultimo libro di Paolo Smoglica: “Le ali della Creatività”.
La storia della famiglia Pomilio copre tutto il ‘900 italiano e con sorprendente continuità si proietta nel terzo millennio fino ai giorni nostri. Quella che ci viene raccontata in queste pagine è la dinamica evolutiva di quella particolare energia intellettuale ed idealistica che ha guidato la costruzione della moderna Italia del benessere, dell’Italia delle eccellenze riconosciute a livello mondiale. Una energia che è stata incarnata alla perfezione da questa dinastia abruzzese attraverso quattro generazioni sin dai primi del secolo scorso sopravvivendo anche ai periodi più duri della nostra storia.
Nel corposo curriculum famigliare troviamo primati nell’ambito dell’industria aeronautica, nuovi rivoluzionari metodi di fabbricazione della carta a partire da materie prime povere, la distillazione di pregiati liquori abruzzesi, primati sportivi di rilievo internazionale, fino alla creazione della prima agenzia di pubblicità e comunicazione d’Abruzzo che accompagnerà il boom economico regionale ed italiano del secondo dopoguerra e che oggi è protagonista nel mondo ed in particolare nei nuovi mercati asiatici. Tratto comune di ogni iniziativa della famiglia è sempre stata la costante sperimentazione di nuove strade, la concretizzazione di nuove idee a prescindere da quanto ambiziose potessero apparire. Tutto questo sempre valutando il proprio operato in termini etico-sociali e senza mai dimenticare le proprie radici abruzzesi.Airplane design and construction

La narrazione costruisce trasversalmente i caratteri, le relazioni, le competenze, le intraprese dei componenti della famiglia il cui concreto atteggiarsi sul piano produttivo italiano è sempre aderente alle continue trasformazioni della cultura socio-economica del periodo. Si passerà così dalla produzione industriale al terziario avanzato fino alla completa smaterializzazione del prodotto ormai divenuto nel terzo millennio intelligenza creativa e relazionale. In questa raccolta di elementi emergono tante curiosità e tra queste non poche raccontano di un Abruzzo e di una Italia protagonisti nel mondo. Dai record aeronautici internazionali di Ottorino Pomilio, che già nel 1919 dava alle stampe negli USA un trattato sulla costruzione degli aerei che tutt’oggi rimane una pietra miliare del settore, alla incredibile fabbrica dell’Aurum prototipo avveniristico di luogo di produzione in perfetto equilibrio con l’ambiente e al contempo laboratorio di crescita culturale e sociale per i lavoratori. Dalle forniture alla Casa Reale Inglese della prelibata marmellata di marasche prodotta dall’azienda di Amedeo, al ruolo svolto da Carlo Pomilio nella realizzazione della mitica metro di Londra, senza dimenticare le tante aziende di cellulosa, diffusesi un po ovunque in Italia e all’estero ed in particolare nel Sud America, che applicavano il “processo Pomilio” e utilizzavano macchinari progettati dallo stesso Ottorino ingegnere aeronautico.
DannunzioAurumNel campo delle relazioni personali una ricca disamina dei carteggi intercorsi con personaggi illustri quali Gabriele D’Annunzio e Raffaele Mattioli ne disvela i profili caratteriali meno noti. Del Vate scopriremo la malinconia per la distanza dalle terre natìe, del secondo il costante ma sempre prudente supporto alle imprese abruzzesi ed italiane nel mondo. Del banchiere di Vasto (Mattioli è stato direttore generale della Comit) inoltre ne viene tratteggiata quella dotta linea di pensiero e di azione che lo poneva in strettissima relazione con Amedeo Pomilio e con il torinese Adriano Olivetti. Tutti e tre, in anticipo sui tempi, lavoravano dalle rispettive aree di influenza per la costruzione di un modello di progresso economico che fosse anche e soprattutto crescita sociale e culturale. Vicinanza culturale che verrà testimoniata dalla creazione dell’associazione “Unione Genti d’Abruzzo” su iniziativa di Amedeo alla quale apportarono il loro contributo anche Mattioli ed Olivetti. Uomini che hanno saputo gestire il periodo della dittatura e delle guerre senza mai arrendersi ma anzi progettando in anticipo le fondamenta della nuova Italia democratica. E poi, a seguire, i successi sportivi anche Olimpionici di Vittorio, di Gabriele e di suo figlio Amedeo perchè lo sport è una sfida che premia l’impegno, la dedizione, la bravura, ed è un messaggio universale di positiva vitalità.

L’autore ci guida nella entusiasmante costellazione di iniziative delle quali si è resa protagonista questa famiglia pescarese declinandone la storia sia dal punto di vista umano che da quello aziendale. In un crescendo di nuove idee, che spesso vengono tradotte in realtà e qualche volta si dimostrano troppo in anticipo sui tempi, assisteremo ad una continua “distillazione” dell’agire dei Pomilio fino all’evoluzione verso lo stadio più puro oggigiorno materializzatosi nella Pomilio Blumm vera e propria fabbrica di “pensiero creativo”. Creatività alimentata sia da una fitta rete di collaborazioni internazionali (da Zygmunt Bauman sociologo di fama mondiale a Biz Stone fondatore di Twitter, da Alastair Campbell direttore comunicazione del governo del Regno Unito a Michael Fertik profeta della reputazione online) sia dal continuo rapporto con l’arte (premio “Blumm Prize”) e con il mondo della ricerca universitaria (“Blumm Academy”).Pomilio Blumm
Dal prodotto pubblicitario degli esordi negli anni 60 fino al “prodotto comunicazione” di oggi, la Pomilio Blumm si è posta sempre sul palcoscenico mondiale come avanguardia dell’innovazione, del cambiamento coerente con le mutazioni delle società arrivando oggi a superare il dogma americano del rapporto secco “prodotto – consumatore” con una visione più complessa di relazione tra cittadino utilizzatore di servizi e pubblica amministrazione.

D’Annunzio definiva oro imponderabile il raffinatissimo liquore Aurum e allo stesso modo attraverso numerose trasformazioni l’energia dei Pomilio è sempre stata quella creatività, vero oro impalpabile del genio italiano, che è nostro auspicio possa presto tornare a guidare i destini del Belpaese.

Paolo Smoglica

Paolo Smoglica

Paolo Smoglica è un giornalista di lungo corso ed uno scrittore. Le sue grandi passioni sono il cinema, lo sport e l’Abruzzo. “Le ali della creatività” è pertanto un testo appassionato dove questi tre elementi si coniugano strettamente con le vicende narrate. Sin dalle prime pagine si percepisce il lavoro di ricerca e organizzazione di una consistente mole documentale sparsa in giro per il mondo, teatro naturale di azione dei Pomilio. Le preziose testimonianze di Giordano Bruno Guerri (Presidente della Fondazione il Vittoriale degli Italiani) e Ginger Lew (ex consigliere della Casa Bianca – governo Obama) autori della prefazione e della postfazione completano il quadro delle relazioni passate e contemporanee dei protagonisti.
La descrizione degli eventi è accompagnata da puntuali contestualizzazioni temporali, geografiche e culturali in quest’ultimo caso con suggestivi riferimenti cinematografici. L’autore infatti attinge spesso alla sua conoscenza cinematografica essendo stato per oltre dieci anni segretario della Giuria del Premio Flaiano ed essendo attualmente parte della Fondazione Edoardo Tiboni.
Lo sport e l’Abruzzo sono stati al centro di altre sue pubblicazioni tra le quali: “Il Circuito di Pescara” (Geco Editore 2001), “Le Svolte di Popoli, 40 anni di cronoscalate” (Carsa Editore, 2002) entrambe scritte con Francesco Santuccione, alle quali si aggiungono diversi altri lavori su campioni sportivi di origine abruzzese.

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