Prima Pescara

Le cento città d’Italia – II parte

Nicola Monti

di Nicola Monti

Tratto da “Le cento città d’Italia”. Supplemento mensile illustrato del SECOLO, del 31 luglio 1902.

Continuiamo nella lettura di questo splendido documento che, in poche pagine, racchiude la storia e le tradizioni della nostra città.

In particolare segnalo la parte relativa a Rampigna, in cui si evidenzia una costruzione sacra e militare. Nel corso degli anni nello stesso posto è stata edificata la fortezza e tutt’ora è visitabile una chiesa.

Pescara la “Classica”. Vita di secoli.

Di Pescara, ai Latini Aternum, antiche scriture ripeeron l’origine pelasgica; ma è disgrazia che la credenza, così lieta del grandioso poema dell’immigrazione orientale, rimanga … una credenza, e nulla di pi; perche e gli storiografi dell’Urbe (i cui occhi non videro nel fosco allettatore dela leggenda il radicare verace di Grandezza) affermano, e non provano;e gli storici d’Italia (la cui mano toccò le Cose secolari rivelatrici mirabili) disputano e non risolvono.

Piceni_et_Vestinorum_Pelignorum_Marrucinorum_ac_Frentanorum_agri_descriptio_1624_-_Philip_Clüver1.jpgAdunque, l’origine di Aternum è in tenebre; e perciò appunto è manifesta la vetustà sua.

La più remota ed insieme storica menzione fattane risospinge sino al tempo della seconda guerra punica: Annibale la ebbe alleata; in pena, Roma la espugnò. E furon tanti i captivi e le uccisioni tante, com’è narrato in Tito Livio, ch’è lecito argomentare d’una città maschia e popolosa.

Strabone di Cappadocia, fiorito con l’Imperio d’oro d’Augusto, scrisse, perchè vide: “Aternum è sul mare e presso la foce d’un fiume navigabile; emporio a’ Vestini che la posseggono, e ai Peligni, ai Marrucini, ai Frentani.”

Plinio il vecchio, più tardi menzionò il Porto d’Aternum; ed anche Pomponio Mela: entrambi lo assegnarono ai Frentani.

Aternum – su la cui traccia ora vive e prospera Pescara; e viveva un tempo e prosperava sinistro il Fortilizio chiuso – a cavaliere del fiume omonimo, e congiunge le due sponde da un maestoso ponte (opra di menti sovrane e di braccia schiave), fu cospiqua per i traffici irrequieti e per navigli de Vestini, Piceni, Marrucini e Frentani verso l’Illirico, l’Epiro, l’Acaja ed altre terre antiche.fortezza.jpg

Splendidi edifici pubblici e privati davano impronta augusta al grande Fiore aperto nell’anima del mare; onde si hanno memorie in isrizioni d’alto valore storico: era nella cità un tempio dedicato a Giove Aterno da soldati valeriensi d’Augusto, della XX Legione denominata “La vincitrice” e nel luogo tardi detto “Rampigna”, sulla sponda sinistra del fiume, venne nel secolo XVI, scoperto un sepolcreto con lastre di marmo incise di caratteri ignoti; e più, vestigia d’un tempio – rotonda con ingresso da Oriente, come usava il culto degli avi.

L’itinerario di Antonino e la Tavola Pentingeriana, mostrano entrambi le strade consolari e militari convergenti in Aternum : segnalabile sovra tutte la Claudia (così denominata dall’Imperatore Claudio che la volle), da Roma, e sparse di nobili sepolcreti.tavola

Tiberio restaurò il porto, com’è detto in elegante iscrizione; e questa ed altre ancora, in bronzo e in marmo, affermano concordemente di una città assai nobile e pugnace, sospinta dal senno civile e militare di Roma; libera come la marina, salda come la montagna.

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