Prima Pescara

“Storia degli antichi popoli italiani”, Editore Tipografia di Ranieri Fanfani, Milano 1836

di Nicola Monti Riproponiamo un argomento già trattato in precedenza relativo ai vestini. Non perchè vi si debba aggiungere qualcosa di nuovo, ma perchè se ne possa ammirare, oltre alla nozione storica, anche lo stile. Sembra di leggere infatti, tra queste righe, una narrazione quasi poetica.   800px-06_-_Piceni_et_Vestinorum,_Pelignorum,_Marrucinorum;_ac_Frentanorum_agri_descriptio,_1624_-_Philip_ClüverVestini, Marrucini, Peligni e Marsi.

Nella regione più centrale e la più elevata degli Appennini, o sia nelle due provincie modernamente chiamate Abruzzo superiore ed inferiore, abitavano insieme Vestini, Marrucini, Peligni e Marsi. Surge quivi sopra d’un’alta giogaia monte Corno, cognominato il gran Sasso d’Italia, il cui estremo vertice formato da piccol piano inclinato s’innalza 957 piedi sopra il livello del mare: gli stanno attorno i monti Sibilla, Vellino e Majella, le maggiori altezze dell’Appennino dopo il gran Sasso, dalle cui cime veggonsi ugualmente i due mari che bagnano Italia, e le sponde della Dalmazia. Sommità gelate balze alpestri inaccessibili rocce scoscese dirupi, orride voragini, aspre selve e torrenti impetuosi, son quivi presso che da per tutto naturalmente od una difficoltà da vincere, o un indispensabile ostacolo. Nè per verità in nessun’altra parte d’Italia l’influsso delle cause fisiche si è fatto più potentemente sentire, che negli antichi abitatori di questi luoghi. La forma delle cose materiali, che più da presso stanno intorno all’uomo, influisce ancora meglio del clima nelle facoltà morali per la continovata forza d’incessanti sensazioni. E sì tanto gagliardamente operava in sulla natura agreste dei paesani, che in ogni età son dessi preconizzati tra le genti più valorose e forti delle nostre guerriere provincie. Come il grado e la dignità pubblica non si misuravano in allora coll’ampiezza del dominio, ma coll’incommutabile dritto dello stato franco, così ciascuno di quei popoli potè illustrarsi per sue virtù, al pari de’ più valenti difensori della libertà italica. Mancata per noi l’arte di muovere, e di stimolar tutti a utilità della patria, ci marivigliamo oggidì che una piccola nazione potesse comparir grande, e farsi celebre nelle storie: ma perchè il premio dei pericoli, e la partecipazione dei benefizj erano a un modo comuni, tutti gl’Italiani ugualmente pieni d’affezione cittadina, ed incitati da quella a generoso eroismo, attendevano a difendere nella sola franchezza il massimo dei beni. Nell’istesso modo le invitte genti, di cui ora ragioniamo, ripararono ampiamente con la virtù dell’animo alla scarsità del numero, e conseguirono la fama singolare di popoli fortissimi. ...

Benchè sia imThe historical atlaspossibile l’assegnare con precisione a ciascun popolo i termini del suo propio territorio, pure si vede chiaramente che il corso de’ fiumi e la naturale disposizione delle valli, posero i lor respettivi confini. In primo luogo i Vestini, collocati distintamente fra i due fiumi Matrino o Aterno, dalle sommità del monte Corno giungevano insino al mare Adriatico, e tenean Pinna nell’interno, città forte e capo di quel popolo. Di Cutilia e Cingilia, terre loro, non conoschiamo se non il nome solo in Livio. Bensì Amiterno, le cui rovine son presso d’Aquila ha dovuto essere più anticamente de’ Vestini, anzichè dei Sabini: tanto poco ambedue i popoli, per la grande vicinanza, son l’uno dall’altro distinti ne’ loro termini. L’Aterno, il qual bagna le rovine d’Amiterno, e ingrossato di molte acque si getta in mare per letto largo e profondo col nome di Pescara, poneva da questo lato il fine tra i Vestini e Marrucini, che avean Tiati per città capitale della unione. Aterno terra marina posta in sulla ripa de’ Marrucini, dov’è Pescara, serviva di comun navale e di luogo di mercato ai Marrucini stessi, ed ai Vestini e Peligni, che quantunque maggiori d’ambedue non avean lido. Ma, più internati nel centrale Appennino, la società loro si componeva delle popolazioni situate intorno monte Majella, e divise dal Sannio per mezzo del fiume Sangro, che con lungo e rapido corso mette foce in mare nel paese già dei Frentani.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Post Navigation

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: