Prima Pescara

Leopoldo Muzii

Sindaco di Castellammare

Leopoldo Muzii

 

Figlio di Michele Muzii, industriale Castellamarese che impiantò nei pressi della propria villa una fabbrica di liquirizia con circa 70 operai e successivamente anche una fornace di laterizi, Leopoldo fu una figura centrale per lo sviluppo di Castellamare Adriatico. Era un decisionista, a lui si deve il primo piano regolatore del 1882, la realizzazione di un nuovo acquedotto più adatto alle dimensioni della città, nuove strade,  ma soprattutto portò l’illuminazione pubblica. Dotato di grande intuizione commerciale, si adoperò per completare e potenziare il porto canale.

L’azione amministrativa di Leopoldo Muzii fu segnata dalla particolarità della sua figura: vicino agli interessi della gente comune e spesso dei più bisognosi ma al contempo fortemente interessato ad accrescere le proprie ricchezze personali.

Salito alla carica di Sindaco nel 1880, di lui si ricorda la determinazione nel dare un deciso impulso allo sviluppo commerciale e turistico di una cittadina che appariva destinata a vivere una nuova era. Da piccolo paesotto di collina gravitante intorno alla Chiesa della Madonna dei Sette Dolori, Muzii aveva intuito che Castellamare avrebbe dovuto sempre più estendersi sulla fascia costiera e quindi strutturarsi intorno alla piccola stazione ferroviaria in legno costruita nel 1862. 

Il neo Sindaco vide nel “Piano Regolatore di Ampliamento” lo strumento adatto ad organizzare lo sviluppo edilizio della nuova cittadina alfine di garantire una disposizione ordinata dell’abitato, la salubrità dello stesso e la funzionalità del sistema viario in relazione alle nuove direttrici di sviluppo commerciali e turistico-balneari. Il piano originario venne elaborato dall’Ing. Tito Altobelli e divideva la città in tre aree: una a vocazione commerciale in direzione sud quindi tra la stazione ed il fiume, una amministrativa in direzione opposta tra la stazione ed il Muncipio, ed una residenziale a nord del Municipio.

l'originale Piano Regolatore di Castellamare esposto presso la "Sala Aternum" del Comune di Pescara

Piano Regolatore del 1882

Ma gli interessi del Sindaco, che era stato già promotore dello spostamento della sede municipale dal Colle di Mezzo alla zona di Villa Muzii (l’attuale sede del Conservatorio), erano sempre in direzione dei suoi terreni con l’evidente intento di valorizzare le aree di sua proprietà e quindi spinse per modificare il piano di ampliamento con l’obiettivo di incanalare verso nord le direttrici dello sviluppo e non verso Pescara come appariva più naturale nell’ottica di un inevitabile avvicinamento delle due cittadine. In questa fase, la città crebbe vivendo di commercio, di turismo e vennero anche impiantati importanti stabilimenti industriali sulla strada salaria e nei pressi di Villa Muzii, facilitati dalla presenza della stazione ferroviaria e dal ridente aspetto e tenore di vita della cittadina, divenuta nel frattempo ben nota come colonia balneare. Il piano regolatore del Sindaco tuttavia comportò il definitivo isolamento dell’area collinare e il ritardo dell’unificazione con Pescara.

L’Ing. Tito Altobelli, estensore del piano originario, criticò così il piano regolatore modificato: “Che cosa si è ottenuto? Due lunghe file di villini alle due sponde della strada provinciale, le quali presentano ancora molte spezzature. Anche ammesso che questi interstizi non edificati si possano occupare con altri edifici, questi continueranno magari fino a Montesilvano ma mai si allargheranno a destra e a sinistra, perché di qua lo spazio è chiuso dalla ferrovia, ed appena oltre di questa si trovano gli arenili e la collina…E da questo avviene che il nuovo Castellamare offre tanti piccoli nuclei… i quali sarà impossibile rendere continui ed aggregati mediante altri fabbricati, e molto meno unir questi a Pescara”.

Un dettaglio del piano regolatore di Muzii

Tra le tante iniziative che caratterizzarono il suo operato e a testimonianza della sua visione della moderna Castellamare, ricordiamo, nel 1883, il suo diretto interessamento nella creazione di uno dei primi caffè-concerto che offriva ai villeggianti un elegante luogo dove incontrarsi ed intrattenersi. I costi finanziari dell’iniziativa vennero parzialmente coperti tramite una sottoscrizione promossa dallo stesso Sindaco tra i turisti e i cittadini. Nel frattempo, il Comune all’avvio della stagione balneare garantiva la pulizia delle spiagge, gestiva le concessioni per l’installazione dei casotti, e si occupava di incaricare le bande musicali per le serate estive.

Leopoldo Muzii fu sempre attento anche alle esigenze dei lavoratori e per questo fondò e fu primo presidente della Società Operaia di Mutuo Soccorso, ente associativo deputato alla tutela degli operai da eventi sfortunati quali malattie, incidenti sul lavoro e per supportarli in caso di disoccupazione. Egli stesso inoltre volle la costituzione della Società Cooperativa Edificatrice per favorire l’edilizia ed in particolare la costruzione di case operaie.

La sua vicinanza agli ultimi venne raccontata più volte anche dallo stesso D’Annunzio e la memoria popolare ricorda un piccolo ma significativo episodio nel periodo in cui si era diffuso il colera nella zona dei Colli: Leopoldo Muzii insieme ad altri cittadini, senza alcun indugio, si recò a contatto con gli ammalati per portare loro aiuto e conforto.

Burbero ma di animo generoso, affarista ma sempre attento alle necessità dei meno fortunati, Leopoldo Muzii è l’artefice della trasformazione di Castellamare da piccolo agglomerato collinare a moderna cittadina costiera dotata di ogni infrastruttura necessaria a supportare la veloce corsa della futura Pescara verso la modernità.

Alla sua morte la Città gli tributò ogni onore intitolandogli la via del Municipio di Castellamare.

Un’antica lapide posta sulla sua casa in viale Bovio recita: “Qui visse operosa e benedetta si spense l’eletta mente di Leopoldo Muzii”.

La casa dove visse L. Muzii, come si presenta oggi.

One Thought on “Leopoldo Muzii

  1. giuseppe altobelli on 6 giugno 2015 at 11:31 said:

    leopoldo muzii, generoso uomo d’altri tempi, il cui onore e onestà regnavano nelle menti dei veri benefattori, meriterebbe di essere ricordato in ogni momento di questi bui e opachi giorni…

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